Eczodia

Una visione più ampia della hard techno

Eczodia arriva da Bordeaux con un’identità costruita nella hard music e una visione che oggi va oltre la formula più lineare della hard techno.

Hardcore, gabber, trance, breakbeat e cultura rave britannica entrano nelle sue produzioni per cambiare intensità, atmosfera e direzione, senza perdere il filo che tiene insieme il progetto.

È proprio questa varietà a rendere interessante la sua musica. Invece di restare legato a un’unica formula, Eczodia utilizza generi e influenze differenti per costruire un’esperienza più ampia, dove aggressività, melodia, tensione ed euforia possono convivere nello stesso set.

La sua agenzia mette insieme hard techno, hardcore, gabber e persino hyperpop. Più che un semplice elenco di generi, è un buon modo per descrivere la libertà con cui Eczodia interpreta la musica hard contemporanea.

Anche il soprannome “The Hardcore Techno Angel”, ancora utilizzato nella sua comunicazione attuale, sintetizza bene uno dei contrasti più riconoscibili del progetto: musica estrema e velocissima, ma capace di aprirsi a momenti melodici, emotivi ed euforici.

Le radici nella hard music

Prima di arrivare alla hard techno, Eczodia passa dalla hard music.

Tra il 2020 e il 2021 pubblica su Hardstyle France, con tracce come DWTD e Unity e successivamente con Hard Method. Sono produzioni che si muovono nell’area hardstyle e hardcore e che aiutano a capire da dove arriva una parte importante della sua energia.

Quando il suo percorso comincia ad avvicinarsi alla techno, infatti, quel passato non viene abbandonato.

Nel 2022 Work e Do It sono già hard techno a 145 BPM. Poco dopo T.M. viene presentata direttamente come un incrocio tra gabber e hard techno.

È qui che comincia a prendere forma in maniera più evidente l’Eczodia di oggi: un producer che parte da solide radici hard e amplia progressivamente il proprio modo di esprimerle.

Non si tratta quindi di saltare da un genere all’altro, ma di costruire una visione personale utilizzando strumenti diversi.

Da Bordeaux alla cultura rave UK

Tra le influenze dichiarate da Eczodia ci sono sia la cultura olandese sia quella britannica.

La prima si ritrova facilmente nel peso che il gabber continua ad avere nel suo suono. Il rapporto con il Regno Unito emerge invece in maniera particolarmente chiara con Ode To London, pubblicata nel 2023.

Il brano nasce come una personale interpretazione della cultura musicale UK e ruota attorno a un breakbeat scuro, mostrando come Eczodia possa modificare completamente la costruzione ritmica senza perdere la propria identità.

È uno degli aspetti più interessanti del suo approccio.

La hard techno rimane un punto di riferimento, ma attorno può succedere molto altro. Il ritmo può cambiare, una melodia può prendere il controllo per qualche momento, il gabber può aumentare improvvisamente la pressione e un’influenza trance può portare il set verso un’atmosfera completamente diversa.

Per chi ascolta significa entrare in un percorso meno prevedibile, nel quale l’intensità non rimane sempre uguale ma viene continuamente trasformata.

Nello stesso periodo arrivano Devil’s Motel e Iron Age, altri passaggi importanti nella costruzione di questa identità.

European Horror Story

European Horror Story arriva nel 2024 e mostra ancora meglio questa libertà.

La title track si muove nell’hard trance a 150 BPM, Vampire Town entra nell’hard techno a 153 e Genesis arriva a 160.

Tre tracce che appartengono allo stesso progetto ma esplorano sfumature differenti della musica hard.

Ed è proprio qui che la varietà diventa un elemento centrale dell’esperienza Eczodia.

Trance, hardcore, gabber e techno non sono semplicemente riferimenti da inserire in una biografia. Sono possibilità diverse per creare tensione, accelerare, cambiare atmosfera o aprire improvvisamente una parte più melodica.

Il risultato mantiene una forte componente fisica, ma evita di diventare monotono.

Eczodia può spingere molto sulla velocità e sull’impatto senza rinunciare alla possibilità di sorprendere chi sta ascoltando.

Celestial Vision e l’Eczodia di oggi

Celestial Vision fotografa molto bene questa evoluzione.

WANT U IN THE DARK viaggia a 150 BPM, CELESTIAL VISION sale a 154. Entrambe rimangono nell’area hard techno. ANNIHILATE arriva invece a 157 BPM e sposta l’energia verso il neo rave.

Più che cercare differenze di etichetta, è interessante osservare ciò che succede passando da una traccia all’altra.

La base rimane dura, veloce e pensata per il dancefloor, ma cambiano continuamente le sfumature.

È questo che permette a Eczodia di mantenere un’identità riconoscibile senza essere costretto a ripetere sempre la stessa soluzione.

Anche quello che arriva dopo continua nella stessa direzione.

Die raggiunge i 160 BPM, FDB si muove nel neo rave a 157 e Dragon Force torna a 160 con una struttura hard techno.

La velocità è diventata una presenza costante, ma all’interno di quella velocità Eczodia continua a cercare modi differenti di costruire il viaggio.

The Hardcore Techno Angel

Il percorso di Eczodia parte dalla hard music e trova nella hard techno il terreno ideale per sviluppare qualcosa di più personale.

Gabber, trance, hardcore, breakbeat e techno diventano parti della stessa visione, utilizzate per cambiare ritmo, atmosfera ed energia senza interrompere il flusso.

Ed è probabilmente questa la parte più interessante del progetto per chi lo ascolta.

Un set di Eczodia non deve necessariamente rimanere chiuso dentro una sola sfumatura della musica hard. Può attraversarne diverse, passando dalla pressione dell’hardcore all’euforia della trance, dal peso del gabber a strutture più rave o breakbeat.

“The Hardcore Techno Angel” finisce quindi per funzionare meglio di molte definizioni.

Da una parte ci sono kick, distorsione e BPM che ormai toccano regolarmente quota 160. Dall’altra c’è la volontà di usare quella potenza per costruire un’esperienza più varia, nella quale ogni influenza diventa un modo diverso di mostrare la propria visione della musica rave.

Eczodia DJ e producer hard techno francese