Marco Faraone

Nato a Lucca nel 1988, Marco Faraone è uno dei nomi più rispettati e sfaccettati della scena techno europea contemporanea. Figlio d’arte (suo padre era un DJ radiofonico negli anni ’80 e suo nonno un cantante popolare), Marco cresce circondato da vinili e cassette, in un contesto che lo educa tanto al ritmo quanto alla curiosità musicale.

I suoi primi passi da DJ avvengono prestissimo, nei piccoli club toscani, dove a soli 14 anni inizia a farsi notare per la sua tecnica eclettica. Ma è il Tenax di Firenze – storica culla della club culture italiana – a segnare la svolta. Da semplice fan diventa prima residente, poi uno dei volti simbolo del locale, affiancando mostri sacri come Jeff Mills e Ben Klock. Non è solo questione di selezione musicale: la sua capacità di leggere la pista e costruire tensione sonora lo distingue rapidamente.

Nel 2010 esplode a livello internazionale grazie a “Strange Neighbors” su Moon Harbour, l’etichetta di Matthias Tanzmann. È l’inizio di una fase prolifica che lo vede passare da deep e tech house più “elegante” a una techno sempre più spigolosa, intensa, personale. Non si adatta mai alle mode, ma esplora con coerenza. Il suo stile evolve ma mantiene sempre una firma: groove solido, tensione ipnotica, equilibrio tra anima e impatto.

Nel 2016, l’ingresso nella scuderia di Drumcode – l’etichetta di Adam Beyer – segna la consacrazione definitiva. Ma anziché sedersi su quel successo, fonda la sua etichetta, UNCAGE, con l’idea di ritagliarsi uno spazio artistico libero da compromessi. Il nome è eloquente: “uncage”, liberarsi dalle gabbie.

Nel 2020 pubblica l’album “No Filter” su Rekids, il progetto forse più completo e “umano” della sua carriera, concepito come una fotografia fedele del suo approccio musicale: niente maschere, niente filtri. Solo suono, verità, esperienza.

Faraone non è un personaggio da marketing esasperato o storytelling costruito. Non si presenta come “visionario” o “rivoluzionario”, eppure — proprio in questo understatement — è diventato un punto di riferimento per chi cerca qualità, coerenza e profondità nel mondo della musica elettronica.

Ha calcato le consolle di Amnesia Ibiza, Berghain, Panorama Bar, Fabric, Tomorrowland, Sonus, Movement Detroit, e continua a spostarsi tra continenti con un ritmo instancabile, ma mantenendo un’etica da artigiano: poche parole, molta musica, nessun filtro.

Nel 2024, ha rilasciato il singolo “Remember the Music” su Truesoul, etichetta affiliata a Drumcode. Il brano è stato descritto come un inno emotivo, con l'obiettivo di ricordare l'importanza della musica e delle emozioni che essa suscita.

Nel 2025, ha collaborato con William Kiss per l'EP “Freaks / Girl” su UNCAGE e con Diego Infanzon per “My Own Reason” su Turbo Recordings, dimostrando la sua versatilità tra techno e tech-house.

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