Vieze Asbak
Vieze Asbak è più di un DJ: è un cortocircuito culturale. Nato nei club olandesi ma cresciuto nell’era del meme, fonde hardcore, techno e ironia virale in un’estetica tanto grottesca quanto volutamente incoerente. Il suo nome – che in olandese significa “posacenere sporco” – è già una dichiarazione d’intenti: disturbare, confondere, provocare.
Attivo dal 2021, Vieze Asbak è emerso come figura centrale nel movimento underground noto come “memetechno” – un'ibridazione tra musica ad alta energia e cultura digitale nonsense. La sua discografia mescola remix di hit cult (“Meet Her at the Love Parade”, “Ameno”) con produzioni originali in stile pestcore, spesso realizzate in collaborazione con artisti come Natte Visstick e Gladde Paling. Fa parte del collettivo Pestcore Collectief, che rappresenta l’anima più sfrontata e dissacrante della scena rave olandese.
A chi cerca “contenuto serio”, Vieze Asbak offre deliberatamente poco. Nessuna narrazione epica, nessuna gavetta da conservatorio. Ma è proprio qui che sta la forza del progetto: l'assenza di una struttura convenzionale è essa stessa un messaggio. L’artista si muove nel confine sfocato tra arte concettuale e trollaggio musicale, riflettendo sulle logiche del mercato, dell’identità digitale e del culto dell’immagine.
Con oltre 3 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, tour in mezza Europa e un seguito fedele che va dai clubber ai fan dei video assurdi su TikTok, Vieze Asbak è un fenomeno che sfugge alle definizioni, ma che incarna perfettamente lo spirito del nostro tempo: post-ironia, velocità, rave e provocazione.
